Nel cuore dell’Umbria

Relais Borgo Campello

Gusto e Benessere in un luogo senza tempo.

Un luogo di pace arricchito da panorami mozzafiato

Il Relais Borgo Campello è una struttura diffusa che sorge nel cuore del borgo medievale di Campello Alto, un luogo senza tempo dove silenzio, natura e storia convivono in perfetto equilibrio.
La struttura è composta da due edifici storici: il Castello e il Monastero, distanti tra loro circa 250 metri, immersi nel paesaggio collinare umbro.

Antiche dimore risalenti a un periodo compreso tra l’anno Mille e il XV secolo, il Castello e il Monastero rappresentano da secoli l’anima del Borgo: uno simbolo del potere, l’altro della spiritualità. Ancora oggi conservano intatto il fascino di un passato millenario, accogliendo gli Ospiti in un’atmosfera autentica e unica.

In posizione panoramica e riservata, a pochi chilometri da Spoleto e dalle Fonti del Clitunno, il Relais Borgo Campello è il punto di partenza ideale per scoprire le principali città d’arte dell’Umbria, o semplicemente per concedersi una pausa di quiete e bellezza, lontano dal ritmo frenetico della vita quotidiana.

Il Castello di Borgo Campello


Maestoso e imponente, il Castello di Campello Alto domina la verde valle spoletina, circondato da mura medievali, merli guelfi e dall’antico torrione delle Carceri, un vero e proprio borgo fortificato. Costruito nel 921 da Rovero di Champeaux, barone di Borgogna, è oggi uno dei castelli meglio conservati e più suggestivi dell’Umbria.

Tra strade acciottolate, antiche porte, pozzi e la chiesa romanica di San Donato, il Castello custodisce oltre mille anni di storia, ancora visibile e visitabile all’interno delle sue mura.

Spazi e servizi del Castello

All’interno del Castello, Relais Borgo Campello offre un soggiorno unico tra camere e appartamenti indipendenti che uniscono comfort moderno e fascino medievale. Gli Ospiti possono rilassarsi nella SPA Privata e nel Centro Benessere Otium, oppure vivere momenti conviviali nella taverna storica, ideale anche per piccoli eventi privati.

Il Monastero dei Santi Giovanni e Pietro 

Il Monastero dei Santi Giovanni e Pietro è stato ristrutturato a partire dal 2011, recuperando e restaurando due antichi conventi adiacenti che erano stati uniti nel 1604.
Il primo Monastero, dedicato a San Pietro, era attribuito all’inizio dell’anno Mille; il secondo, del XIV secolo, era dedicato a San Giovanni Battista, e qui confluirono le religiose, sotto la guida di Agnesuccia Laurenti, donna di grande carattere e potere che ottenne il riconoscimento direttamente dal Papa.

Il complesso vanta opere pittoriche importanti, di periodo medievale e rinascimentale quali: “Crocifissione con Santi” del Maestro di Fossa (1342), “Natività “, “Matrimonio mistico di Santa Caterina d’ Alessandria”, “Flagellazione” probabilmente del Maestro di Eggi, una splendida “Madonna della Misericordia” dello Spagna, e altri affreschi non ancora ben identificati.

Spazi e servizi del Monastero

Oggi il Monastero ospita numerosi spazi e servizi per gli Ospiti: camere, reception, il ristorante “Sapori nel Borgo”, la sala per le colazioni, la Cella Quietis, il bar, la sala lettura, la sala convegni e la sala formazione. Al suo interno si trova anche la chiesa dei Santi Giovanni e Pietro, ancora consacrata e prenotabile per eventi speciali, conferendo al complesso un fascino unico e una versatilità straordinaria per soggiorni e occasioni importanti.

La Fondazione Borgo Campello: Custodi della Storia e della Bellezza

La Fondazione Borgo Campello nasce con l’obiettivo di valorizzare la storia e le tradizioni dei Borghi Umbri, proteggendo e trasmettendo ai posteri il prezioso patrimonio artistico, culturale e storico del nostro Paese. Attraverso pubblicazioni, restauri conservativi ed eventi culturali, la Fondazione ridà vita ai valori autentici che hanno segnato secoli di storia.

Nel corso dei secoli l’intervento dell’uomo — dalle stesure di calce viva utilizzate per disinfettare gli ambienti durante la peste, alle successive modifiche architettoniche, fino ai periodi di incuria — ha compromesso in parte l’integrità di alcuni affreschi, che oggi necessitano di importanti interventi di restauro per poter essere conservati e tramandati alle generazioni future.

Proprio questo rappresenta uno degli impegni fondamentali della Fondazione: custodire e restituire una storia autentica, in cui arte, bellezza e memoria si intrecciano armoniosamente, offrendo agli ospiti l’opportunità di riscoprire il senso più profondo dell’umano in un’epoca sempre più dominata dalla tecnologia.

Il Relais Borgo Campello
Un luogo di relax nella natura

Il Relais di Borgo Campello è oggi una struttura ricettiva diffusa, tra il Castello ed il sottostante Monastero, scelta dai suoi ospiti come meta di relax oppure come punto di partenza per esplorare il territorio o celebrare riti, eventi e meeting.

Le origini altomedievali (X–XIII secolo)

Castello di Campello Alto

La tradizione vuole che il Castello sia stato fondato nel 921 da Rovero di Champeaux, barone di Borgogna proveniente da Reims, al seguito del Duca Guido di Spoleto. L’imperatore Lamberto del Sacro Romano Impero gli concesse la facoltà di costruire una fortezza su un colle, associandovi un feudo composto da otto villaggi, noto come Gualdi Rainieri.
Il Castello nacque come borgo fortificato con funzione strategica e militare.
I Conti di Campello furono fedeli agli imperatori svevi (Federico I, Enrico VI e Federico II), che ne confermarono più volte la giurisdizione per il sostegno alla causa imperiale contro il Papato. Questa posizione valse loro la dura condanna di Papa Onorio III, che nel 1226 li definì “figli del demonio”.

Monastero

Nel 1228, una Bolla di Papa Gregorio IX attesta l’esistenza del Monastero benedettino di suore di clausura di San Pietro, situato fuori dalle mura del Castello. Fin dalle origini, il complesso monastico rappresentò un importante punto di riferimento spirituale e religioso per il territorio.

Il pieno Medioevo e i conflitti di fazione (XIV secolo)

Castello

Alla metà del XIV secolo, durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, il Castello fu assalito dai mercenari eugubini guidati dal gonfaloniere spoletino Pietro Pianciani. Il borgo venne messo a ferro e fuoco e furono incendiate anche parti delle abitazioni dei Campello. I Pianciani furono però costretti a ricostruire il Castello a proprie spese, rendendolo più grande e più solido. Le mura attuali risalgono a questo periodo.

Monastero

Nel XIV secolo viene edificato il Monastero di San Giovanni Battista, che si affianca a quello di San Pietro. Nel 1401, la Congregazione di San Giovanni Battista viene riconosciuta direttamente da Papa Bonifacio IX, consolidando l’importanza del complesso monastico.

Dalla fine del feudalesimo all’autonomia civile (XIV–XVI secolo)

Castello

Nel 1390, i Conti di Campello cedettero ai massari del luogo i loro diritti feudali sul Castello. Da questo momento Campello rimase legato alla città di Spoleto fino al XVIII secolo. Nel XVI secolo, il borgo si dotò di Statuti propri, redatti dai massari, dal conte e dal notaio Spineo, segnando il passaggio a una comunità organizzata e autonoma. In seguito Campello divenne Comune indipendente.

Monastero

In questo periodo il Monastero continuò a essere abitato dalle Suore Benedettine, divenendo uno dei più grandi e attivi conventi benedettini dell’Umbria, con un ruolo centrale nella vita spirituale e sociale del territorio.

La fusione dei monasteri e l’età moderna (XVII secolo)


Castello

Il Castello proseguì la sua funzione civile e residenziale, perdendo progressivamente il ruolo militare ma mantenendo quello amministrativo e simbolico per la comunità locale.

Monastero dei Santi Giovanni e Pietro

Nel 1604, l’Arcivescovo Alfonso Visconti decretò la fusione dei due monasteri claustrali, San Pietro e San Giovanni Battista. I due complessi vennero collegati da corridoi e nel 1608 fu edificata una nuova chiesa nel terreno detto “campetto”. Da questo momento il Monastero si sviluppò in lunghezza e su tre piani, adattandosi alla collina e assumendo la configurazione architettonica che conserva ancora oggi.

Ottocento: declino monastico e fermento culturale

Castello

Nel XIX secolo, un membro della famiglia Campello sposò una cugina di Napoleone, introducendo nel borgo influenze culturali francesi, in particolare legate al teatro. In questo contesto transitò anche Giuseppe Mazzini, ospite della famiglia Campello. Successivamente furono ritrovate lettere autografe di Mazzini, nascoste nelle assi del teatrino di Campello, a testimonianza del legame con il Risorgimento italiano.

Monastero

Nel 1830, a seguito delle disposizioni napoleoniche sulla chiusura dei conventi, le Suore Benedettine furono costrette ad abbandonare il Monastero, che rimase disabitato per circa un secolo.

Novecento: una nuova funzione (XX secolo)

Castello

Il borgo medievale attraversò una fase di progressivo spopolamento, mantenendo però intatta la struttura storica.

Monastero

Intorno al 1935, il Monastero venne acquistato dalla Congregazione dei Padri Barnabiti, che lo destinarono a studenti di teologia, ritiri spirituali e attività ricettive. In questo periodo avvenne una prima importante ristrutturazione.
Dopo il terremoto del 1997, il complesso fu restaurato con criteri antisismici e riaperto come Casa per Ferie.

La rinascita contemporanea: Relais Borgo Campello (1996 – oggi)

Gli attuali proprietari, la Dott.ssa Daniela Di Fabio e l’Ing. Vincenzo Maria Naschi, iniziarono ad acquistare il borgo nel 1996. Nel 2012 nacque la prima piccola struttura ricettiva; nel 2015 prese forma la grande trasformazione, con l’acquisizione e il restauro di ulteriori edifici storici. Dal 2018 il progetto continuò ad ampliarsi, valorizzando l’intero borgo medievale.
Nel 2021 i proprietari integrano anche il Monastero nel progetto del Relais Borgo Campello. Castello e Monastero, nuovamente uniti, ricostituiscono oggi l’originario borgo medievale dentro e fuori le mura, conservando l’atmosfera mistica e storica del luogo.

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